TRIANGOLO DI BASE
La riuscita in un'arrampicata dipende in larga misura dall'
economia della salita. Muoversi in maniera economica
significa per buona parte saper bilanciare il proprio corpo al fine di risparmiare il più possibile le
braccia o in altre parole saper sfruttare al meglio gli appoggi dei piedi per alleggerire il carico sugli arti superiori.
I momenti più dispendiosi sono quelli in cui il lo scalatore contrae rapporto con la parete con soli 3 "vincoli"
(= 2 piedi + 1 mano); queste situazioni sono molto frequenti ed un buon uso della tecnica fa risparmiare preziose energie.
La posizione a
"triangolo" (vertice = mano; base = i piedi) è economica in quanto il corpo non subisce
alcuna forza di rotazione ed è pressochè stabile. Di fatto, al termine di qualsiasi spostamento,
la proiezione (perpendicolare) a terra della mano con cui lo scalatore rimane attaccato deve cadere sempre in mezzo
ai piedi (figg: 1, 2, 3); quando invece la proiezione della mano esce dalla base d'appoggio
dei piedi si crea un movimento rotatorio del corpo (fig: 4) che può essere contrastato solo con
grande dispendio energetico oppure, se possibile, adottando altre tecniche come il "tallonaggio" (fig: 5).
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| fig. 4 |
fig. 5 |
Altre
posture classiche in cui si mantiene il triangolo di base sono:
- postura a
rana (fig: 6)
- postura a
semi-rana (figg: 7 e 8)
Le prese ad "asse verticale" (dette appunto
"verticali") impongono invece un atteggiamento
"laterale" del corpo, che così facendo si oppone alla rotazione (figg. 9, 10, 11, 12).
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| fig. 9 |
fig. 10 |
fig. 11 |
fig. 12 |